PRIMO CONGRESSO A.I.C.ROMA

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Contributo della Teoria Stratigrafica alle Scienze Forensi Relazione Congresso A.I.C. Roma 28 Aprile 2017

Come sta a riposo un uomo scontroso, maldisposto, un uomo che non vuol avere a che fare con
alcuno? Perché gli uccelli possono definirsi più intelligenti dei rettili? Perché un pianista che subisce
un insulto apoplettico di una certa portata dovrà dire addio al suo strumento? Perché si “mostrano i
denti” in una situazione di eccitazione aggressiva? E perché un cavallo arrabbiato drizza le orecchie?
Lo sapevate che Napoleone “mangiava con velocità e precipitazione orrende” e che aveva una
stupefacente memoria locale? E ancora perché nel Ballo di San Vito o nel Morbo di Parkinson la
scrittura diventa un sintomo patognomonico? A questi ed altri interessanti quesiti cercheremo di
rispondere con la nostra relazione che sarà incentrata sulla importanza delle Teorie di Rudolf Pophal
applicate alla grafologia ma che come vedremo vanno ad incrociare diversi saperi e proprio per questo
diventano nozioni interessanti per diversi professionisti. E lo faremo rivisitando insieme l’opera più
importante dell’insigne medico grafologo tedesco che nel 1945 ottenne uno dei pochi insegnamenti
universitari dell’epoca (Amburgo) e cioè Die Handschrift als Gehirnschrift, che egli
ha dedicato alla moglie Maia, sua collaboratrice. Si tratta, come ebbe a dire Bruno Vettorazzo nella
prefazione all’opera tradotta in italiano solo nel 1990, “di un lavoro impegnativo e complesso per
dottrina ed erudizione, che fornisce la dotta base filosofica e antropologica al vero profilo grafologico
e neuropsicologico”.
Il Contributo della Teoria Stratigrafica che Rudolf Pophal (1893-1966) ha applicato alla Grafologia,
travalica a parer nostro i confini della sua originale appartenenza per approdare al più ampio
mosaico delle discipline afferenti alle Scienze Forensi quali la Neuropsicologia, le Neuroscienze, la
Criminologia Clinica, la Psicologia, l’Antropologia, l’Embriologia, la Biologia e l’Anatomia
Comparata. Pophal, allievo di Klages, ne apprese dal maestro la dottrina caratterologica e
grafologica e forte della sua formazione accademica neurologica e psichiatrica, ha potuto
caratterizzare i suoi studi avendo sentito l’esigenza di una impostazione scientifica del metodo
grafologico creando una chiave interpretativa del tutto nuova e originale nell’ambito della
Neurofisiologia. Scopo della relazione è fare il punto sull’apporto che tale interessante teoria può
dare non solo al campo del grafologo giudiziario ma anche a tutte le menzionate discipline
scientifiche partendo dalla sua originale formulazione e anche alla luce dei recenti progressi delle
metodiche applicate ai vari campi della ricerca criminologica

Bibliografia essenziale

-Pophal R. (1990) Scrittura e Cervello, La grafologia alla luce della teoria stratigrafica, Ed. Messaggero Padova
-Muller W.H.,Enskat A. (1995) Diagnostica grafologica, Ed.Messaggero, Padova.
-Messinger J.(2016) Il linguaggio del corpo rivelato, Ed.PIEMME
-Blumenfeld H. (2014) Neuroanatomia attraverso casi clinici, Edizioni Piccin Padova.
-Guyton A.C. (1996) Neurosciences Neuroanatomie et Neurophysiologie, Edizioni Piccin, Padova

La teoria stratigrafica in Grafologia. Parte Prima

Lavater2.pngLavater1Lavater3Uno di meriti maggiori che attribuisco a Rudolf Pophal, medico neurologo e poi cattedratico di Grafologia ad Amburgo nel 1945, è senza dubbio quello di aver creato le basi metodologiche affinché la Grafologia potesse inserirsi nella scia di quelle discipline scientifiche che per anni avevano disconosciuto il nostro sapere.  E tutto questo lo fa, partendo dal valore della Storia della Grafologia e cercando di pagare il giusto debito di riconoscenza a quella generazione di grafologi , che non vinta dal disconoscimento della Scienza Ufficiale che riteneva la Grafologia una moda, creò con indomito spirito di ricerca, le basi senza le quali noi non ptremmo proseguire il nostro lavoro, ed i cui nomi son oggi, per la maggior parte dimenticati. Mi riferisco soprattutto a Lavater, Henze, Eugen Schwiedland, Goldscheider, W.Preyer, C.Lange, Meyer e poi ancora i più conosciuti Pulver, Mendelssohn, Roda Wieser e Hartge.

Senza dubbio sia G.Moretti che lo stesso R.Pophal devono molto agli studi di Lavater. Quest’ultimo, come fisiognomico, applicò una “scienza dei segni”  precisamente dei segni del corpo “statico”, quindi fermo, ed anche quella del corpo in movimento. Mettendo in relazione la grafia con il movimento, considerando il gesto grafico come una parte della motricità generale, da un lato,  ed evidenziando il carattere grafico, quindi con il metodo eidetico, dall’altro, egli ha dato per sempre alla grafologia il suo posto nel sistema delle scienze. Per lui, l’interpretazione grafologica è in parte un ramo della “pathognomica” o, come diremmo noi oggi , della fisiognomica del gesto. Riconoscendo il gesto grafico come origine della grafia e ponendolo in relazione col movimento di chi parla e cammina, creò il fondamento metodologico sul quale studiosi come l’italiano G. Moretti (vedi l’opera Grafologia Somatica)  ma anche e soprattutto lo stesso R.Pophal con la sua Teoria Stratigrafica poterono continuare a costruire.

Questa dicotomia che caratterizza la nostra disciplina e cioè quello di una Grafologia “intendente”, EIDETICA distinta da una Grafologia “Spiegante” o CINETICA o GENETICO-ANALITICA sarà alla base dell’evolversi anche dei diversi tipi di Grafologia Generale o Grafologia Peritale a seconda dell’approfondimento di questi o quegli aspetti della stessa. Come esiste un ramo analitico della chimica accanto ad altri, ed una psicologia medica accanto ad altre, così esiste una grafologia fisiologico-gestuale accanto ad altri metodi grafologici. Quello che è indubbio è invece che entrambi questi approcci metodologici EIDETICO e CINETICO formano il solco della Grafologia come Scienza.

Jack the Ripper :anno domini 1888

Jack The Ripper 15 Otobre 1888

Questa è la lettera datata 15 Ottobre 1888, che a differenza di molte altre di discutibile provenienza, è maggiormente rappresentativa di una mente pericolosa quale quella di Jack lo Squartatore. Rudolf Pophal non esiterebbe a definirla “SCRITTURA LIMBICA-RETTILIANA”. Questo tipo di scrittura risulta condizionata dalle emozioni più diverse come la gioia, il piacere, la tristezza, la paura, la rabbia, la vergogna e così via. La scrittura “emotiva”rappresenta una persona che reagisce in base alle emozioni che prova in quel momento senza pensare e ragionare sulle conseguenze ma spinto dalle emozioni. In alcuni casi esprime il carattere emotivo cronico (che può essere fluttuante tra l’ansia e la depressione o tra l’ottimismo e il pessimismo, tra l’eccitazione e l’inibizione.

Il gesto grafico si estrinseca con inquietudine motoria e irrequietezza del tracciato. Si può avere irregolarità, incoordinazione, oscillazione, pastosità del tratto, rigo ondeggiante.

Nel caso di specie, seguendo la grafologia morettiana possiamo notare:

a) Inclinazione non omogenea: segno di instabilità e variabilità di umore.

b)Calibro grande (fino a 11 mm): segno di forza e potenza, megalomania, narcisismo.

c)Segno grafologico “ACUTA”: aggressività, competizione.

d)Intozzata I° modo: bisogno di prevalere e dominare, maniaco del controllo.

e)Solenne: durezza di animo, smania di esibizione.

f) Aperture a capo: immaginazione fervida orientata agli stimoli sessuali (associata a Ricci mitomania).

e) Presenza di Ricci della Mitomania del I, II e III tipo. Ricordiamo a questo proposito che quando questi Ricci si associano a quelli della Spavalderia (anche questi presenti nella scrittura in studio, aumentano il significato di esaltazione del proprio IO e della propria presenza fino all’esagerazione e alla megalomania.

Ricordiamo che nel Riccio della Mitomania del III tipo è presente un ristagno di energia pressoria non per mancanza di volontà (come avviene nel Riccio della Flemma), ma piuttosto per un eccesso della stessa nel soffermarsi e “sprofondare” su una determinata idea, in maniera così irruenta da cadere e perdersi nei meandri dei propri istinti, autosuggestionandosi e allontanandosi dalla realtà ( Palaferri, Torbidoni, Bravo).

“Somaticamente queste persone hanno l’espressione assorta, distratta e trasognata. L’aspetto e l’occhio hanno la parola dell’assenza quantunque la parola non sia così. La parola e il gesto mostrano sicurezza ed il passo è cadenzato e sicuro. Lo sguardo è gettato con arditezza e con l’atteggiamento di constatare se è guardato dagli altri e di incitare gli altri a guardarlo…(G.Moretti 1961).”

In conclusione, accennando ad un probabile profilo criminologico possiamo ipotizzare un soggetto maschio, del tutto privo di empatia, aggressivo, con incapacità di frenare i propri impulsi. E quindi come si vede riconducibile al profilo di un autentico killer seriale a conferma della quasi sicura autenticità dello scritto esaminato.