Capacita’di intendere e di volere dalla Grafia

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La teoria stratigrafica in Grafologia. Parte Prima

Lavater2.pngLavater1Lavater3Uno di meriti maggiori che attribuisco a Rudolf Pophal, medico neurologo e poi cattedratico di Grafologia ad Amburgo nel 1945, è senza dubbio quello di aver creato le basi metodologiche affinché la Grafologia potesse inserirsi nella scia di quelle discipline scientifiche che per anni avevano disconosciuto il nostro sapere.  E tutto questo lo fa, partendo dal valore della Storia della Grafologia e cercando di pagare il giusto debito di riconoscenza a quella generazione di grafologi , che non vinta dal disconoscimento della Scienza Ufficiale che riteneva la Grafologia una moda, creò con indomito spirito di ricerca, le basi senza le quali noi non ptremmo proseguire il nostro lavoro, ed i cui nomi son oggi, per la maggior parte dimenticati. Mi riferisco soprattutto a Lavater, Henze, Eugen Schwiedland, Goldscheider, W.Preyer, C.Lange, Meyer e poi ancora i più conosciuti Pulver, Mendelssohn, Roda Wieser e Hartge.

Senza dubbio sia G.Moretti che lo stesso R.Pophal devono molto agli studi di Lavater. Quest’ultimo, come fisiognomico, applicò una “scienza dei segni”  precisamente dei segni del corpo “statico”, quindi fermo, ed anche quella del corpo in movimento. Mettendo in relazione la grafia con il movimento, considerando il gesto grafico come una parte della motricità generale, da un lato,  ed evidenziando il carattere grafico, quindi con il metodo eidetico, dall’altro, egli ha dato per sempre alla grafologia il suo posto nel sistema delle scienze. Per lui, l’interpretazione grafologica è in parte un ramo della “pathognomica” o, come diremmo noi oggi , della fisiognomica del gesto. Riconoscendo il gesto grafico come origine della grafia e ponendolo in relazione col movimento di chi parla e cammina, creò il fondamento metodologico sul quale studiosi come l’italiano G. Moretti (vedi l’opera Grafologia Somatica)  ma anche e soprattutto lo stesso R.Pophal con la sua Teoria Stratigrafica poterono continuare a costruire.

Questa dicotomia che caratterizza la nostra disciplina e cioè quello di una Grafologia “intendente”, EIDETICA distinta da una Grafologia “Spiegante” o CINETICA o GENETICO-ANALITICA sarà alla base dell’evolversi anche dei diversi tipi di Grafologia Generale o Grafologia Peritale a seconda dell’approfondimento di questi o quegli aspetti della stessa. Come esiste un ramo analitico della chimica accanto ad altri, ed una psicologia medica accanto ad altre, così esiste una grafologia fisiologico-gestuale accanto ad altri metodi grafologici. Quello che è indubbio è invece che entrambi questi approcci metodologici EIDETICO e CINETICO formano il solco della Grafologia come Scienza.

Jack the Ripper :anno domini 1888

Jack The Ripper 15 Otobre 1888

Questa è la lettera datata 15 Ottobre 1888, che a differenza di molte altre di discutibile provenienza, è maggiormente rappresentativa di una mente pericolosa quale quella di Jack lo Squartatore. Rudolf Pophal non esiterebbe a definirla “SCRITTURA LIMBICA-RETTILIANA”. Questo tipo di scrittura risulta condizionata dalle emozioni più diverse come la gioia, il piacere, la tristezza, la paura, la rabbia, la vergogna e così via. La scrittura “emotiva”rappresenta una persona che reagisce in base alle emozioni che prova in quel momento senza pensare e ragionare sulle conseguenze ma spinto dalle emozioni. In alcuni casi esprime il carattere emotivo cronico (che può essere fluttuante tra l’ansia e la depressione o tra l’ottimismo e il pessimismo, tra l’eccitazione e l’inibizione.

Il gesto grafico si estrinseca con inquietudine motoria e irrequietezza del tracciato. Si può avere irregolarità, incoordinazione, oscillazione, pastosità del tratto, rigo ondeggiante.

Nel caso di specie, seguendo la grafologia morettiana possiamo notare:

a) Inclinazione non omogenea: segno di instabilità e variabilità di umore.

b)Calibro grande (fino a 11 mm): segno di forza e potenza, megalomania, narcisismo.

c)Segno grafologico “ACUTA”: aggressività, competizione.

d)Intozzata I° modo: bisogno di prevalere e dominare, maniaco del controllo.

e)Solenne: durezza di animo, smania di esibizione.

f) Aperture a capo: immaginazione fervida orientata agli stimoli sessuali (associata a Ricci mitomania).

e) Presenza di Ricci della Mitomania del I, II e III tipo. Ricordiamo a questo proposito che quando questi Ricci si associano a quelli della Spavalderia (anche questi presenti nella scrittura in studio, aumentano il significato di esaltazione del proprio IO e della propria presenza fino all’esagerazione e alla megalomania.

Ricordiamo che nel Riccio della Mitomania del III tipo è presente un ristagno di energia pressoria non per mancanza di volontà (come avviene nel Riccio della Flemma), ma piuttosto per un eccesso della stessa nel soffermarsi e “sprofondare” su una determinata idea, in maniera così irruenta da cadere e perdersi nei meandri dei propri istinti, autosuggestionandosi e allontanandosi dalla realtà ( Palaferri, Torbidoni, Bravo).

“Somaticamente queste persone hanno l’espressione assorta, distratta e trasognata. L’aspetto e l’occhio hanno la parola dell’assenza quantunque la parola non sia così. La parola e il gesto mostrano sicurezza ed il passo è cadenzato e sicuro. Lo sguardo è gettato con arditezza e con l’atteggiamento di constatare se è guardato dagli altri e di incitare gli altri a guardarlo…(G.Moretti 1961).”

In conclusione, accennando ad un probabile profilo criminologico possiamo ipotizzare un soggetto maschio, del tutto privo di empatia, aggressivo, con incapacità di frenare i propri impulsi. E quindi come si vede riconducibile al profilo di un autentico killer seriale a conferma della quasi sicura autenticità dello scritto esaminato.