Jack the Ripper :anno domini 1888

Jack The Ripper 15 Otobre 1888

Questa è la lettera datata 15 Ottobre 1888, che a differenza di molte altre di discutibile provenienza, è maggiormente rappresentativa di una mente pericolosa quale quella di Jack lo Squartatore. Rudolf Pophal non esiterebbe a definirla “SCRITTURA LIMBICA-RETTILIANA”. Questo tipo di scrittura risulta condizionata dalle emozioni più diverse come la gioia, il piacere, la tristezza, la paura, la rabbia, la vergogna e così via. La scrittura “emotiva”rappresenta una persona che reagisce in base alle emozioni che prova in quel momento senza pensare e ragionare sulle conseguenze ma spinto dalle emozioni. In alcuni casi esprime il carattere emotivo cronico (che può essere fluttuante tra l’ansia e la depressione o tra l’ottimismo e il pessimismo, tra l’eccitazione e l’inibizione.

Il gesto grafico si estrinseca con inquietudine motoria e irrequietezza del tracciato. Si può avere irregolarità, incoordinazione, oscillazione, pastosità del tratto, rigo ondeggiante.

Nel caso di specie, seguendo la grafologia morettiana possiamo notare:

a) Inclinazione non omogenea: segno di instabilità e variabilità di umore.

b)Calibro grande (fino a 11 mm): segno di forza e potenza, megalomania, narcisismo.

c)Segno grafologico “ACUTA”: aggressività, competizione.

d)Intozzata I° modo: bisogno di prevalere e dominare, maniaco del controllo.

e)Solenne: durezza di animo, smania di esibizione.

f) Aperture a capo: immaginazione fervida orientata agli stimoli sessuali (associata a Ricci mitomania).

e) Presenza di Ricci della Mitomania del I, II e III tipo. Ricordiamo a questo proposito che quando questi Ricci si associano a quelli della Spavalderia (anche questi presenti nella scrittura in studio, aumentano il significato di esaltazione del proprio IO e della propria presenza fino all’esagerazione e alla megalomania.

Ricordiamo che nel Riccio della Mitomania del III tipo è presente un ristagno di energia pressoria non per mancanza di volontà (come avviene nel Riccio della Flemma), ma piuttosto per un eccesso della stessa nel soffermarsi e “sprofondare” su una determinata idea, in maniera così irruenta da cadere e perdersi nei meandri dei propri istinti, autosuggestionandosi e allontanandosi dalla realtà ( Palaferri, Torbidoni, Bravo).

“Somaticamente queste persone hanno l’espressione assorta, distratta e trasognata. L’aspetto e l’occhio hanno la parola dell’assenza quantunque la parola non sia così. La parola e il gesto mostrano sicurezza ed il passo è cadenzato e sicuro. Lo sguardo è gettato con arditezza e con l’atteggiamento di constatare se è guardato dagli altri e di incitare gli altri a guardarlo…(G.Moretti 1961).”

In conclusione, accennando ad un probabile profilo criminologico possiamo ipotizzare un soggetto maschio, del tutto privo di empatia, aggressivo, con incapacità di frenare i propri impulsi. E quindi come si vede riconducibile al profilo di un autentico killer seriale a conferma della quasi sicura autenticità dello scritto esaminato.

Grafologia biotipologica

13902697_1264930296851957_4310672612221816312_nPoteva sembrare oramai argomento quasi esoterico. E invece Maurice Périot ,prendendo spunto dagli studi della moderna embriologia medica, ha confermato tutta la sua attualità. Stiamo parlando della biotipologia di Ippocrate (460-370 a.C.). Il grande medico greco aveva individuato una sostanziale classificazione dei biotipi umani denominandoli “linfatico”, “nervoso”, “sanguigno” e “bilioso”. Ebbene gli studi del grafologo francese hanno evidenziato che questi fattori corrispondono alla formazione dei foglietti embrionali rispettivamente “endoblasto”, “ectoblasto”, “mesoblasto” da cui come è noto prendono origine rispettivamente il tubo digerente, il sistema nervoso centrale e periferico, il tessuto connettivo e vascolare. Il fattore “bilioso” di Ippocrate non è da ritenersi di natura embriologica ma risponde al fattore psicologico della tensione, la cui funzione è di integrare e coordinare le funzioni della psiche.

Come si può intuire, dato che ogni individuo passa attraverso lo sviluppo dei tre foglietti embrionali, non esistono mai tipi puri ma tutti noi siamo costituiti da percentuali variabili di tali fattori biotipologici.

Nel LINFATICO (fattore endoblastico), quando prevalente si determina staticità, passività, monotonia dell’essere e del sentire, abitudinarietà e scarsa sensibilità ai valori dello spirito e del sentimento.

Nel NERVOSO (fattore ectoblastico) , quando integrato con gli altri fattori avremmo sensibilità, delicatezza, mobilità, intuizione. E’ questo il fattore che determina il ritmo nelle persone e nella scrittura (diseguale metodico morettiano). Quando eccede oltre all’astenia e a non pochi deficit organici, l’eccesso di ormoni tiroidei provoca un ipertiroidismo in costante rischio di distiroidismo. Da qui instabilità, eccitabilità, irrequietezza, ribellione.

Passando al SANGUIGNO (fattore mesoblastico) avremo vitalità ed energia, potenza muscolare e scheletrica, potenza cardiaca,respiratoria,renale,sessuale con vivo senso della realtà e del sociale. Combinato con il fattore nervoso alla potenza muscolare vanno unite le qualità dell’ectoblasto e cioè sensibilità , intuizione, ritmo. Quando si associa prevalentemente al fattore linfatico diminuisce la ricchezza di sentimenti e la creatività.

Il BILIOSO è un fattore che integra e coordina le funzioni della psiche. Un vero e proprio SUPEREGO ante litteram già intuito dal grande medico di Kos. Quando è in deficit il cervello non sa uscire dal caos ed entrare nel regno dell’ordine delle cose. Ai giusti limiti esso apporta volontà, organizzazione, stabilità, buona gestione della energia vitale. Quando eccede, abbiamo il soggetto fortemente volitivo ma duro, collerico, iracondo, che schizza…bile e cova rancori. Infatti, più domina queesto fattore e più il soggetto va verso un controllo che regola in eccesso e inibisce le risposte spontanee di ogni tipo di comportamento.

http://www.bioanima.it/2/terapie-naturali/item/138-storia-della-grafologia

I SEGRETI DELLA SCRITTURA

Non certo un trattato di Grafologia, il libro di Candida Livatino rappresenta tuttavia un felice connubio tra passione e serietà professionale ed è senza dubbio consigliabile a chi si affaccia per la prima volta al mondo della scrittura e dei suoi significati psicologici.
La mano traccia il gesto ma è l’anima che esprime la forma scriveva Padre Girolamo Moretti nel suo Trattato di Grafologia nel lontano 1955.
Nel suo libro I Segreti della Scrittura edito da PICKWICK, Candida Livatino ci insegna a riconoscere i principali tratti grafologici, grazie a numerosi esempi pratici e alle analisi della scrittura di alcuni personaggi famosi nonchè protagonisti dei fatti di cronaca della vita attuale.